Ebbene sì, non avevo mai letto prima la Divina Commedia integralmente. L’ho fatto durante il 2024.
E mi è piaciuto!
Non è certo una lettura banale (per via della lingua arcaica e dei tantissimi riferimenti), ma è una pietra miliare della letteratura mondiale (e non dico certo una cosa originale). Deve essere letta e l’ho inserita nella mia lista perché so che la mia pigrizia mi avrebbe portato a non farlo.
L’Inferno mi ha preso tantissimo, l’ho letto tutto d’un fiato. Poi la lettura si è fatta più stanca, meno entusiasmante nel passaggio al Purgatorio e quindi al Paradiso.
Ma -in modo per me del tutto inaspettato- arrivare al canto XXXIII del Paradiso e leggerlo è stato incredibile, emozionante.
In quel momento mi sono accorto di aver realmente viaggiato con Dante Alighieri fino a lì.
E mi sono commosso.
E ho pensato che magari non la rileggerò di nuovo tutta e di fila, ma che sicuramente riprenderò in mano la Divina Commedia, per assaporare in maniera più profonda alcuni suoi passaggi.


