La mamma aveva sempre tenuto le sue foto in una vecchia scatola, alla rinfusa.
È mancata quando avevo 20 anni e le ho sempre conservate così, come le aveva lasciate lei. In una scatola, alla rinfusa.
Poi ho pensato di inserire nella mia lista di 100 cose da fare prima di morire ‘fare un album delle vecchie foto di mia madre’. Perché volevo dare loro maggiore dignità, riordinarle, valorizzarle, renderle più fruibili.

Con l’aiuto di una cugina a cui era molto legata ho potuto dare un nome ai volti presenti nelle immagini (o almeno, a quelli di cui la cugina aveva memoria), poi ho comprato un bell’album e ho iniziato a sistemarlo, in modo che fosse pronto entro il giorno in cui mia madre avrebbe festeggiato 75 anni.
Ci ho messo tutta la cura e tutto l’amore che posso, ma le mie capacità manuali non sono proprio di primissimo livello.
Appena l’ho terminato ho subito borbottato “scusa mamma, pensavo venisse meglio!”.
Ho fatto qualche errore nel realizzarlo: avrei potuto riempire solo le pagine pari, lasciando bianco il retro, tanto c’erano molti più fogli nell’album che foto nella scatola (una volta, soprattutto nelle famiglie povere di campagna, le foto erano merce rara); è venuto troppo spesso e non si chiude bene.
Però mi sono commosso nel realizzarlo e sono soddisfatto: le foto così sono in ordine e posso tenerle in vista nella libreria, anziché chiuse in un armadio.
Certo… è il mio ordine e non quello di mamma; certo… le didascalie sono incomplete.
Ma credo che mamma sarebbe contenta. E io sono contento.







