Secondo ‘La Stampa’ i Fratelli Bruzzone offrono i migliori agnolotti di Torino e la trattoria era -evidentemente- nella mia lista di ristoranti da provare, da tempo.
A marzo 2026 ho finalmente soddisfatto la mia curiosità e -spoiler- anche il mio palato!
Ho assaggiato innanzitutto un antipasto preso da uno degli amici che erano a cena con me: cipolla al vermouth con fonduta di blu del Moncenisio. Era semplicemente deliziosa: a tratti dolce, a tratti sapida e si scioglieva letteralmente in bocca.

Segue mezza porzione di agnolotti (ero con gente che mangia poco, sigh). Non so dirvi se siano effettivamente i migliori agnolotti di Torino, perché non li ho provati tutti e non mi piace troppo il sensazionalismo acchiappa click. Quel che posso dirvi è che rispettano la promessa che fanno. È la ricetta della nonna, tal quale. E all’assaggio -se sei piemontese- ti riportano esattamente a quella sensazione lì: agli agnolotti del pranzo di Natale. Meno raffinati, magari, di qualche versione contemporanea, con un ripieno più grossolano, ricco, saporito, abbondante; conditi semplicemente con burro e salvia. È un piatto del ricordo, che scalda il cuore, che conforta, che ti regala qualche istante di gioia e commozione, oltre alla piacevolezza del gusto, ça va sans dire.


Ho chiuso il pasto con una rollata di faraona. Il sapore intenso e avvolgente dato dalla carne e dal fondo di cottura era perfettamente bilanciato dalla verdura di contorno, che è sempre parte essenziale del piatto e mai mero ‘contorno’, quando un piatto è fatto bene. E questo era fatto davvero bene: morbido e goloso, un gran secondo!

Fratelli Bruzzone era nella mia lista di posti da provare da tempo. Ora è nella mia lista di posti in cui tornare, in fretta.

