Tra aprile e maggio 2026 ho percorso gli 800 km circa del Cammino di Santiago Francese e poi mi sono detto: “beh… a Madrid sei stato nel 2000 con mamma e papà e hai il ricordo di una città bellissima! Vuoi mica non tornarci?“
E così ci sono tornato, per 6 notti che mi hanno permesso di riscoprire la bellezza, il fascino e anche qualche golosità della capitale spagnola.
Giorno 1
- arrivo nel primo pomeriggio, mi sistemo nel mio minuscolo e costosissimo (ma centralissimo) Airbnb e poi…
- visito la Chiesa di San Jeronimo el Real, dietro il Museo del Prado
- faccio una rilassante passeggiata nel Parco del Retiro, per riscoprire i suoi viali, il Monumento all’Angel Caido, il Palazzo di Cristallo (che purtroppo era in ristrutturazione ed era completamente coperto da ponteggi), le grandi vasche d’acqua, i chioschetti che ti vendono un Magnum come se fosse ricoperto di caviale e non di cioccolato
- chiudo questa prima passeggiata con un passaggio alla Puerta de Alcalà e in Plaza de Cibeles



Giorno 2
- inizio la giornata attraversando Puerta del Sol
- e mi dirigo quindi alla Chocolateria San Gines, per una colazione davvero golosa a base di cioccolata calda e torta di carote (ma, se gradite, qui vanno alla grande anche i churros)
- poi è il turno di Plaza Mayor, che ricordavo bellissima ed è bellissima, una delle piazze più armoniose in Europa
- quindi la Cattedrale (da fuori), il Palazzo Reale e di nuovo la Cattedrale de la Almudena (ma all’interno)
- il pranzo al Mercato San Miguel con tre tapas che definire buone è far loro un torto, perché erano buonissime
- passeggiata tra Plaza de Espana, il Tempio di Debod (che si trova a Madrid, ma è un antico tempio egizio originale) e quindi la Gran Via
- c’era ancora tempo e concludo la giornata visitando il Museo Thyssen-Bornemisza, che mi aveva suggerito Simone, uno degli amici conosciuti lungo il Cammino di Santiago. È stato un bel suggerimento, perché il museo ti permette di viaggiare tra otto secoli di storia dell’arte, ed è un bel viaggetto!

















Giorno 3
- passeggio a piedi e attraverso di nuovo il Parco del Retiro. È un buon modo per iniziare la giornata con leggerezza, soprattutto perché mi dirigo verso Panem, per gustare una delle colazioni migliori della mia vita!
- poi torno indietro e visito il Museo del Prado, di cui non posso farti vedere delle immagini, perché -incredibile, ma verò- è l’unico museo al mondo in cui non si possono scattare fotografie, ma merita davvero. È una delle pinacoteche più importanti del pianeta. Imperdibile.
- la giornata prosegue con una passeggiata nel Real Jardin Botanico e per il Barrio de las Letras





Giorno 4
- escursione a Toledo, Segovia e Avila. Una di quelle escursioni organizzate -un po’ ‘mordi e fuggi’- che trovi su Get Your Guide, ma nonostante non siano esperienze perfettamente nelle mie corde, ne valeva la pena



Giorno 5
- colazione da Panem (dove tornerò anche per pranzo, perché hanno anche prodotti salati e -soprattutto- perché ‘quando mi ricapita?’)
- il Museo Reina Sofia, che sicuramente è Guernica, ma che non è solo Guernica.
- una lunga passeggiata nel Parco dell’Ovest, tra una vegetazione rigogliosa e i bunker della Guerra Civile Spagnola
- il Museo de America, che propone reperti dell’America precolombiana e del periodo della colonizzazione spagnola e che mi ha sorpreso più di ogni altro museo della città
- la salita al Faro di Moncloa, che è davanti al Museo e che lascia spaziare lo sguardo su tutta Madrid




Giorno 6
- colazione a base di churros, ma non ti dico dove perché mi hanno deluso e non mi piace ‘parlare male’ dei posti, ma solo raccontarti di quelli che meritano. Però… ecco… ho attraversato la città per dei robi unti e bisunti che mi sono rimasti sullo stomaco per ore
- poi la visita allo Stadio Bernabeu. Onestamente, la seconda delusione della giornata. Non per la struttura, che è davvero magnifica dal punto di vista architettonico e affascinante da quello sportivo. Ma mi aspettavo molto di più dal museo, ossia che fosse un vero museo, che raccontasse l’evoluzione dello sport più popolare del mondo (come ho visto in realtà analoghe di altre squadre). Invece è solo autocelebrazione. Ok, sei il Club più vincente della storia del calcio, ma se mi fai vedere quasi solo i trofei il mio interesse scema già dopo che ho visto la terza coppa, uguale alla seconda, che era uguale alla prima.
- siccome non c’è due senza tre, la terza delusione della giornata è il LEGO Store. Ho l’abitudine di cercarli quando viaggio per farmi timbrare il passaporto LEGO. Era più piccolo di quello -già non enorme- che abbiamo a Torino e -soprattutto- per la prima volta in vita mia non c’era nessuna installazione in mattoncini che richiamasse qualcosa di locale. Peccato!
- e allora basta così… ho dedicato il resto della giornata a gustare le ultime tortillas e a riposare un po’, perché dopo il Cammino e dopo cinque giorni da turista con decine di migliaia di passi, comunque ci voleva!

Madrid: una città che merita di essere visitata e in cui fa sicuramente piacere tornare.
Perché è quanto ti ho accennato sopra. È anche di più.
Ed è soprattutto atmosfera. Una gran bella atmosfera.

